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Ponte di Rialto

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Ponte di Rialto

Il ponte di Rialto è stato il primo ponte costruito sul Canal Grande; la sua storia ha inizio con la fondazione di Venezia: i primi insediamenti si stabilirono in questa zona, chiamata Rivoalto, per la presenza di terreno più rialzato rispetto al resto delle isole. Con lo sviluppo della città, Rivoalto diventa il centro della vita politica e commerciale di Venezia: la zona si riempie di magazzini, mercati, botteghe di gioielli, stoffe preziose, spezie ecc. A quell’epoca, per attraversare il Canal Grande, i cittadini utilizzavano un’imbarcazione chiamata “traghetto”.

Questa barca faceva la spola da una riva all’altra del canale e permetteva di attraversarlo pagando un pedaggio. Nel 1180 venne costruito il primo ponte a Rivoalto. Era fatto da barche, legate tra loro e con in mezzo un ponte levatoio per permettere il passaggio delle imbarcazioni; questo ponte era chiamato “Ponte della moneta”, in quanto per attraversarlo era sempre necessario pagare un pedaggio.

Nel 1255 il ponte venne ricostruito, questa volta interamente in legno, sopra a delle palafitte e mantenendo il ponte levatoio nel mezzo. I veneziani iniziarono a chiamarlo “Rialto”, da una contrazione del nome della zona in cui era stato costruito, Rivoalto.

Ponte di Rialto leggenda

Il ponte rimase intatto fino al 1310, anno che a Venezia è tristemente noto per la congiura di Bajamonte Tiepolo, organizzata da alcuni patrizi veneziani che volevano ribellarsi al Doge. Avevano pianificato un attacco a Palazzo Ducale (sede del governo) e l’uccisione del Doge, ma il loro piano fallì: le guardie li sorpresero in Piazza San Marco e costrinsero i ribelli alla fuga. Questi attraversarono il ponte e, per non essere catturati, gli diedero fuoco. Tutti i membri della congiura vennero poi catturati ed esiliati; nonostante il ponte fosse danneggiato dalle fiamme, venne riparato.

Riuscì a “sopravvivere” fino al 1444, anno in cui Venezia ospitò le nozze del Marchese di Ferrara. Il corteo nuziale prevedeva una sfilata di barche sul Canal Grande; tutti i veneziani volevano assistere allo spettacolo e vedere la sposa; in molti si radunarono a Rialto per avere una migliore visuale, ma la folla era così numerosa che il ponte non resse al peso e crollò! Per fortuna l’unica vittima di questo incidente fu il ponte!

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Antonio da Ponte

Venne ricostruito nel 1450, sempre in legno. Vista l’instabilità, la Repubblica di Venezia decise finalmente di indire un concorso per la costruzione di un nuovo ponte in pietra: materiale sicuramente più resistente del legno.

Tra i partecipanti alla gara c’erano diversi nomi importanti dell’architettura italiana come Palladio, Sansovino, Michelangelo. Il vincitore fu Antonio da Ponte (il suo cognome deve avergli portato fortuna) che propose la soluzione che soddisfaceva tutti i requisiti posti dalla Serenissima. Il ponte venne completato nel 1591, costruito in pietra d’Istria, per le sue fondamenta si usarono 12000 pali in legno d’olmo, ha un’unica arcata di 28 metri e 24 negozi (12 per lato).

Restauro ponte di Rialto

Il ponte è diviso in tre corsie: quella centrale è larga 10 metri e ha degli scalini più alti; le due laterali invece sono larghe 3 metri. Gli scalini sono più piccoli perché sono state progettate per essere attraversate dai carrelli per la consegna delle merci in tutta la città.

Per costruirlo la Repubblica di Venezia spese 250000 ducati, dieci volte il prezzo del precedente in legno. Oggi possiamo ammirarlo in tutto il suo splendore originale, dato che è stato recentemente restaurato.

Rialto è uno dei luoghi più fotografati di tutta Venezia, tappa obbligata per ogni viaggiatore; abbiamo altri aneddoti e curiosità da raccontarvi sul ponte e la zona circostante, venite a scoprirle durante uno dei nostri tour!

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Redentore Venezia

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Redentore Venezia

La chiesa del Redentore è uno degli edifici che definiscono lo skyline dell’isola della Giudecca. A Venezia infatti non esistono grattacieli; sono chiese e campanili a definire il panorama! Per quanto riguarda la chiesa sopracitata, la storia della sua fondazione è legata a una delle numerose epidemie di peste che hanno colpito la città nel corso dei secoli.

Siamo nel 1575, la peste arriva a Venezia e, nel giro in due anni, provocherà almeno 50.000 vittime; a quell’epoca la città era abitata da circa 150.000 persone, un terzo degli abitanti morirà a causa dell’epidemia. A quel tempo non esisteva cura per il morbo, la gente era così disperata che prestò iniziò a pensare che la peste fosse una punizione divina per i loro peccati. Nel 1576 il Senato della Repubblica fece un voto: avrebbero finanziato la costruzione di una chiesa in cambio dell’aiuto divino per sconfiggere l’epidemia.

Chiesa del Redentore

I lavori iniziarono nel 1577 e l’architetto incaricato del progetto fu Andrea Palladio, oggi considerato uno degli individui più influenti nella storia dell’architettura. La prima pietra venne posata a maggio e presto avvenne il miracolo: la peste cessò il 20 luglio 1577. Fu un grande sollievo per la città e si pensò di organizzare una processione per celebrare questo evento memorabile.

Il corteo era guidato dal Doge e dai membri del Senato seguiti da nobili, membri del clero e dai cittadini veneziani. Per raggiungere la chiesa sull’isola della Giudecca c’era un solo ostacolo: attraversare l’omonimo canale, privo di ponti. La soluzione fu semplice: venne costruito un ponte temporaneo composto da barche di legno, allineate e collegate tra loro tramite alcune corde. La processione raggiunse la chiesa e tutti entrarono per pregare e ringraziare Dio che aveva posto fine alla pestilenza.

La processione diventò un rituale rinnovato annualmente, una tradizione che è sopravvissuta fino ai giorni nostri. Ogni anno, il terzo fine settimana di luglio, viene costruito un ponte temporaneo sul Canale della Giudecca. Oggi non vengono più usate le barche di legno, il ponte è costituito da una struttura metallica che può essere facilmente trasportata e assemblata.

Percorrere il ponte è un’esperienza unica: la vista è stupenda e si prova una sensazione molto strana nell’attraversare il canale a piedi quando di solito è necessario usare la barca per raggiungere l’altro lato!

Festa del Redentore

La festa del Redentore è molto popolare tra i veneziani, i festeggiamenti iniziano il sabato: la sera il Canale della Giudecca è chiuso al trasporto pubblico per un paio d’ore. Si può raggiungere solo con imbarcazioni private che devono sostare nel canale finché il traffico acqueo non viene riaperto. Per quale motivo?

Dovete sapere che quella notte avviene uno spettacolo unico a Venezia! Tutte le barche sono decorate con palloncini, fiori e candele; lungo la fondamenta sull’isola della Giudecca vengono organizzate lunghe tavolate per la cena. È un’occasione per fare festa insieme, per celebrare il senso di comunità che a Venezia sopravvive ancora.

La sera del Redentore amici, vicini e parenti organizzano una cena in cui ognuno porta qualcosa: il cibo più tipico è costituito da Bigoi in salsa, sarde in saor, anara col pien, bovoeti e il classico frutto dell’estate: l’anguria! Il vino è un altro protagonista della serata, assieme alla musica e ai festeggiamenti.

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Fuochi d'artificio

Oggi il Redentore è sia una festività religiosa che scenografica: il sabato sera alle 11:00 iniziano i fuochi d’artificio, lo spettacolo è davvero entusiasmante. Lo spettacolo pirotecnico dura quasi un’ora: oltre ad ammirare i fuochi d’artificio, nel cielo si può vedere il loro riflesso sull’acqua; è uno show colorato che rende Venezia ancora più magica. Il canale della Giudecca per tutta la notte è pieno di barche, le fondamenta ai lati sono affollate di veneziani e turisti che si radunano con ore di anticipo per trovare il posto migliore per vedere i fuochi d’artificio. Le persone più fortunate sono quelle che possiedono un balcone o un’altana con una vista unica e privilegiata!

Redentore 2020

Dopo l’epidemia di Covid-19 il Redentore, come altri festival locali, ha rischiato di essere cancellato. I veneziani sono rimasti molto sorpresi quando il sindaco ha annunciato che il festival sarebbe stato confermato il 18 e 19 luglio! Naturalmente, verranno prese le misure e le precauzioni necessarie per proteggere la salute di tutti; ci saranno restrizioni sul numero di persone che possono accedere alla città per vedere i fuochi d’artificio e le barche dovranno prenotare il loro posto sul Canale della Giudecca; inoltre distanza sociale e mascherine saranno obbligatorie. Sarà un Redentore diverso, una delle prime possibilità per Venezia di tornare alle celebrazioni e alle tradizioni locali. Dopo la quarantena abbiamo tutti bisogno di un po’ di fuochi d’artificio!
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Piatti tipici veneziani

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Piatti tipici veneziani

COSA MANGIARE A VENEZIA: VIAGGIO NEI PIATTI TIPICI DELLA LAGUNA

“Città che vai, cibo che trovi” se esistesse un detto per definire la nostra bella Italia, sarebbe senz’altro questo; fai un viaggio tra i piatti tipici veneziani!

Il nostro territorio è infatti di dimensioni tutto sommato ridotte; tuttavia è così ricco di climi e paesaggi diversi tra loro, che ha dato vita nei secoli ad una cucina davvero variegata e talvolta complessa.

Spesso si identifica l’Italia come la patria della pizza e della pasta. Certo entrambe riassumono perfettamente lo spirito e l’essenza dell’italianità. Sarebbe però un errore credere che questi due deliziosi piatti siano lo specchio delle tradizioni di ciascuna regione italiana. Ad esempio l’Emilia Romagna è famosa per i suoi insaccati e il suo sublime Parmigiano Reggiano; la Toscana è la terra della carne di Chianina e del Chianti; la Calabria è nota per i suoi piccantissimi peperoncini e la Sicilia è la madre degli arancini di riso e delle arance rosse. Allo stesso modo, il Veneto è la patria del radicchio, del riso e del Prosecco.

Come vedete in così poche righe e portando solo alcuni brevi esempi abbiamo già evidenziato grandi differenze. Sopra si è citato il Veneto, la regione che ha la fortuna di avere Venezia come suo capoluogo. Provando a spostarci da un piano regionale ad uno più specifico, che potremmo definire Venezia-centrico, quali saranno le meraviglie culinarie che questa splendida città d’arte ci regala?

Cosa mangiare a Venezia

Parlare di cibo a a Venezia, significa fare un salto nella sua storia secolare. Mi piace sempre definire la città come la più orientale che si possa trovare nella parte occidentale del mondo; questo legame con l’Est è infatti visibile su ogni pietra e su ogni mosaico di quella che un tempo chiamavano la Serenissima. I traffici mercantili, le navi che solcavano i mari di tutto il mondo conosciuto, le ondate di mercanti stranieri che alloggiavano nei famosi Fondaci veneziani per occuparsi dei loro affari, hanno infatti permesso alla città di diventare un mix di culture e tradizioni diverse.

Questo legame tra culture differenti si è inevitabilmente manifestato anche nella cucina veneziana. Proprio grazie alle numerose influenze subite si potrebbe definire come una delle più variegate al mondo.

Ma non perdiamoci in chiacchiere, vediamo quali sono i piatti tipici della tradizione lagunare: quelli che non potete assolutamente pensare di non assaggiare una volta messo piede a Venezia.

Baccalà mantecato

E’ probabilmente il piatto simbolo della città. Non esiste bacaro, ristorante, osteria che non lo abbia posto all’interno del suo menù. La sua presenza sulle tavole veneziane è da attribuire a Pietro Querini; nel XV secolo il capitano, in seguito ad un naufragio, finì per soggiornare per alcune settimane nelle Isole Lofoten, nel Nord Europa.

Qui conobbe la tradizione dello stoccafisso, merluzzo fatto essiccare all’aria e al sole. Al suo ritorno nella Serenissima, si assicurò di portarne con se alcuni assaggi. Da quel momento il baccalà entrò di diritto nella tradizione culinaria di Venezia.

La ricetta prevede l’ebollizione del pesce con alloro e limone per una ventina di minuti. Una volta cotto, il baccalà viene appunto mantecato con olio a filo, sale e pepe. Il risultato è una crema soffice e vellutata perfetta sui crostini di pane o su una fetta di polenta grigliata. Una vera delizia!

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Sarde in Saor

Il Saor in dialetto veneto e veneziano significa “sapore”; consiste in una preparazione agrodolce a base di cipolle, aceto, pinoli e uvette. Questo delizioso piatto ha origini antichissime. La presenza dell’aceto permette infatti di conservare il cibo anche per molti giorni. Considerando la mancanza di frigoriferi, il Saor era un metodo perfetto per consumare anche pesce (non solo sarde) non proprio freschissimo.

La ricetta prevede la frittura delle sarde e, a parte, la preparazione del saor. In una padella si fanno imbiondire le cipolle (tante!) con un filo di olio. Una volta appassite, si aggiunge dello zucchero per caramellare e si sfuma con dell’aceto (più se ne mette più il saor diventa intenso); infine si aggiungono pinoli tostati e uvetta.

Da ultimo si procede con la preparazione del piatto: uno strato di saor da alternare ad uno di sarde, come fosse una lasagna, fino ad esaurimento degli ingredienti. Il saor deve necessariamente essere preparato con un paio di giorni di anticipo; in questo modo il pesce si insaporisce e diventa una vera leccornia!

Polenta e Schie

La Polenta in Veneto si mangia davvero in tutte le salse.Se accompagnata alle schie però, diventa ancora più gustosa.

Innanzitutto, che cosa sono le schie? Si tratta di piccolissimi gamberetti tipici della laguna veneziana. Nonostante la loro dimensione ridotta, il loro gusto è davvero intenso. Si possono gustare anche fritti, ma la versione che si preferisce è quella della lessatura.

Se bollite e condite con un filo di olio, pepe e prezzemolo e servite appunto con della polenta calda e morbida, saranno infatti semplicemente sontuose.

Risotto al nero di seppia

Qui si combinano due grandi passioni veneziane: il riso e il nero di seppia. Il risotto è sicuramente un primo piatto molto diffuso in tutte le regioni del nord. Che lo si preferisca all’onda o più asciutto, è un piatto davvero versatile che si può preparare con i più svariati ingredienti: verdure, carne e ovviamente a Venezia con il pesce.

Se amate il gusto deciso e allo stesso tempo delicato delle seppie, dovete assolutamente provare ad assaggiare il loro pregiato inchiostro. Il colore più sembrare poco invitante ma il gusto vi stupirà!

Pasta alla Busara

Se amate i crostacei, in particolar modo gli scampi, dovete assolutamente provare la pasta, di solito spaghetti, alla Busara. Le sue origini risalgono probabilmente al dopo guerra e potrebbero essere ricercate nella vicina Istria (attuale Croazia); il piatto è tuttavia perfettamente inquadrato nella tradizione della città.

Il nome busara ha significati molteplici. Alcuni sostengono fosse una pentola di coccio utilizzata a bordo delle navi; altri dicono significhi “bugia” per via dell’azione di “copertura” del gusto degli scampi data dalla salsa di pomodoro.

Oggi una cosa è certa, gli scampi nel sugo alla busara si sentono eccome e il loro gusto regala al pomodoro un sapore unico.

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Bigoli in Salsa

Piatto dalle origini poverissime, i bigoli in salsa erano considerati un’opzione di magro: venivano consumati durante le giornate in cui i precetti della religione imponevano l’astinenza da certi cibi. Gli ingredienti per la realizzazione della salsa sono in effetti poveri: cipolle e acciughe. Non lasciatevi ingannare però: il gusto è un’esplosione di sapori ricchi.

La realizzazione della ricetta è davvero semplice. Per la salsa bisogna imbiondire la cipolla con un’abbondante dose di olio e aggiugere le acciughe. Durante la cottura, si sfalderanno e daranno vita ad un sughetto da leccarsi i baffi. I bigoli, un tipo di pasta lunga simile agli spaghetti ma decisamente più spessa, dovranno invece essere lessati, scolati e, infine, mantecati con il sugo.

Fegato alla Veneziana

Non preoccupatevi, se non amate il pesce eccovi un piatto della tradizione veneziana a base di carne: il fegato, alla veneziana appunto.

Perchè si definisce così? Il piatto è caratterizzato da un ingrediente che abbiamo già ampiamente citato e che è molto caro alla città: le cipolle. Il fegato, di solito di vitello ma si può trovare anche di maiale, viene semplicemente tagliato a listarelle e cucinato in una padella con olio, burro e cipolle.

Immancabile è poi una spruzzatina di aceto, ottima per smorzare il gusto deciso della carne e quello dolce ma intenso delle cipolle.

Buranelli (in dialetto Buranei)

Vorrete mica andare via senza aver provato qualche dolce tipico vero? I Buranelli, oltre ad essere buonissimi, sono il perfetto souvenir per amici e parenti.

Si tratta di biscotti tipici dell’isola di Burano, una delle tre isole principali della laguna veneziana insieme a Murano e Torcello. Gli ingredienti sono tra i più classici delle preparazioni dolci: farina, uova, zucchero, burro e aroma di vaniglia.

La ricetta è semplicissima: basta assemblare il tutto e creare dei biscotti a forma di ciambella, cuocere per una ventina di minuti in forno e il gioco è fatto. Provateli, sono strepitosi!

Frittelle (Fritole)

Se siete a Venezia nel periodo del Carnevale (purtroppo, o per fortuna per la linea, si possono gustare solo in quelle settimane), non potete assolutamente non fermarvi in una delle tante pasticcerie storiche e non assaggiare le famosissime Frittelle (in dialetto veneziano Fritole).

Le loro origini sono antichissime, infatti si parla di frittelle già nel XIV secolo. Si tratta di una pastella densa e appiccicosa formata da uova, farina, lievito di birra, zucchero, latte e aromi; questa viene poi fritta a cucchiaiate nell’olio bollente, successivamente passata nello zucchero e infine farcita. La classica veneziana non prevede in realtà alcuna crema ma solo l’aggiunta di uvette.

I più golosi possono però assaggiare le tante varianti con ripieno di cioccolato, crema classica, crema al pistacchio e chi più ne ha più ne metta. Tutta Venezia a Carnevale profuma di frittelle…il profumo della gioia!

Baicoli

I Baicoli sono biscotti tipici della tradizione veneziana. Hanno origini davvero antiche e si dice venissero consumati dai marinai costretti a lunghi periodi di assenza da casa, grazie alla loro lunga capacità di conservazione nel tempo. Si tratta di un semplice impasto a base di acqua, farina, lievito di birra, burro, zucchero e albumi.

La consistenza di questi dolcetti è decisamente diversa da quella dei sopra citati Buranelli; se quelli sono burrosi e friabili, i Baicoli sono al contrario “duri” e molto croccanti. Sono perfetti per accompagnare una crema al mascarpone, uno zabaione o un ottimo vino dolce.

Cucina veneziana

Si potrebbero citare molti altri piatti che fanno della cucina veneziana, una vera chicca italiana. Sicuramente una volta assaggiati questi, potrete dire di aver fatto un vero a proprio tuffo nella più autentica venezianità.

Viaggiare non deve significare solo spostarsi da un luogo all’altro. Viaggiare vuol dire aprire la mente e il cuore a nuove esperienze; vuol dire vivere culture e tradizioni diverse e conoscere storie di personaggi entusiasmanti. Ma non solo, viaggiare significa anche sperimentare la cucina locale.

Non esiste monumento o museo che possa far conoscere e apprezzare l’anima di un paese, una città o un popolo come le pietanze che i suoi abitanti consumano per tradizione. Il cibo è storia, vita, cultura, arte e bellezza, è condivisione e gioia. Cosa sarebbe Venezia senza il suo baccalà mantecato o le sue frittelle?

Che dire, allacciate le cinture, impostate il navigatore in direzione Venezia e buon appetito!!

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I 10 migliori bacari di Venezia

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I migliori 10 bacari di Venezia

A Venezia ci sono monumenti da non perdere, scorci mozzafiato e atmosfere surreali. Non dimentichiamoci, però, che la città è la meraviglia che tutti noi conosciamo e apprezziamo anche grazie al suo cibo delizioso. Non si potrà quindi dire di aver vissuto davvero Venezia nel profondo senza aver provato l’esperienza dei suoi bacari.
Cos’è di preciso un bacaro? Avete presente quei luoghi che fanno subito casa? Quelli dove un bicchiere di buon vino e un paio di stuzzichini e spuntini invitanti vi cambiano la giornata? Un bacaro è proprio questo e molto di più. A metà strada tra una trattoria e una vineria, tra un bar e un’osteria, è un posto dal carattere informale e famigliare. Qui si può passare il tempo facendo ciò che ai veneziani riesce davvero bene: mangiare e bere in compagnia.   Sopra si citavano stuzzichini e spuntini ma se non volete far arrabbiare i veneziani, non pensiate di poterli chiamare così. Infatti a Venezia esiste un termine ben preciso che li definisce: cicchetti.

Cicchetti

I cicchetti sono le cosiddette “tapas veneziane”. Si tratta di una serie di crostini, polpette, spiedini (di pesce solitamente), paninetti e altri deliziosi finger food; si possono gustare durante il sacro momento dell’aperitivo, ma anche per un pranzo veloce. I cicchetti sono poi la scelta perfetta per godere a pieno di quello che qui chiamiamo “bacarotour”. È una sorta di giro, più che turistico super veneziano, di bacaro in bacaro per poter assaggiare i più svariati cicchetti, bere del buon vino (tanto tanto vino) e scambiare due chiacchiere con gli amici godendo a pieno dell’atmosfera allegra e festaiola tipica di queste circostanze. Insomma, andare per bacari significa mangiare e bere, divertirsi e stare bene insieme.

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Bacaro tour

Ora che avete capito che la vostra permanenza a Venezia dovrà necessariamente prevedere una tappa in una di questi tipici baretti informali, come fare per trovare i bacari magliori? La città è così ricca di trappole turistiche e così piena di calli e callette labirintiche che si rischia davvero di non trovare i posti giusti. Ecco quindi una lista dei 10 migliori bacari di Venezia, per poter vivere e godere della città come un veneziano doc.   

Cantina Do Spade

Situato in zona centrale nel sestiere di San Polo, a due passi dal ponte di Rialto ma ben nascosto in una suggestiva calletta secondaria, è uno dei bacari più conosciuti della città. Offre una cucina tipica che spazia dal pesce, grande protagonista della tradizione veneziana, alla carne. Troverete quindi le classiche sarde in saor, l’immancabile baccalà mantecato, i calamari fritti ma anche le polpette al sugo e il fegato alla veneziana.

Paradiso perduto

Si trova nella bellissima cornice della Fondamenta dei Ormesini, nel sestiere forse più ricco di bacari autentici: Cannaregio. Il Paradiso Perduto, con le sue tende blu, la sua atmosfera alternativa e i suoi arredi di legno è la scelta perfetta per chi ama lo stile informale e la convivialità. Oltre alla strepitosa cucina locale si può infatti godere di musica dal vivo. La specialità è sicuramente il gran fritto misto.

Alla Toletta

Lo trovate nel sestiere di Dorsoduro, non lontano dal famoso Campo Santa Margherita. Perfetto per un pranzo veloce ma gustoso, la Toletta vuol dire principalmente una cosa: tramezzini da urlo. I tramezzini sono deliziosi paninetti triangolari con farciture che spaziano dal classico prosciutto, funghi e maionese al più ricercato rucola e granchio. Avrete l’imbarazzo della scelta, sono tutti spettacolari.

Bacareto da Lele

Vicino alla chiesa dei Tolentini, a due passi da Piazzale Roma, nel sestiere di Dorsoduro c’è un piccolo baretto che attira soprattutto i giovani: il Bacareto da Lele. Qui c’è un connubio sempre vincente: un buon bicchiere di vino della casa, che a Venezia chiamiamo ombra, e un paninetto, magari con della buona soppressa veneta. L’atmosfera è informale e gioiosa e Lele è una vera istituzione a Venezia.

Al Mercà

Se siete in zona Rialto, o meglio in Campo Bella Vienna, vicino alla fermata del vaporetto Rialto Mercato nel sestiere di San Polo, non potete non fermarvi a bere uno spritz accompagnato da una polpetta di tonno o da un buon paninetto al Mercà. Il posto è piccolissimo e non ha posti a sedere ma così potrete vivere una esperienza tutta veneziana, quella dell’aperitivo in piedi! Il Campo è sempre ricco di vita e il divertimento è assicurato.

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La Vedova

La vedova si trova nel sestiere di Cannaregio lungo una delle strade più turistiche della città: Strada Nuova. Ma non fatevi ingannare, è ben nascosta in una calletta secondaria e mantiene perfettamente il suo carattere pienamente veneziano. La Vedova vuol dire una cosa sola: polpette spaziali! C’è anche la possibilità di fermarsi per un pasto più completo ma le polpette di carne calde e croccanti sono davvero il suo tratto distintivo.

Al Timon

Altro locale situato nella super veneziana Cannaregio, altro locale situato nella bellissima cornice della Fondamenta dei Ormesini, a due passi dal Ghetto ebraico. I cicchetti del Timon sono forse i più famosi di tutta la città. La loro specialità sono i crostini, di carne, di pesce, più o meno classici. Buonissimo il classico con il baccalà mantecato ma anche quello stracchino e salsiccia. Da provare anche gli stecchi di patate al forno. Se amate la carne potrebbe essere un’idea davvero buona fermarsi anche per una super grigliata!

Bacarando in Corte dell'Orso

A due passi dal ponte di Rialto, nel sestiere di San Polo e ben nascosto dietro l’affollatissimo Campo San Bortolo, trovate Bacarando in Corte dell’Orso. Il locale tutto arredato in legno è semplicemente delizioso. I cicchetti sono ricchi e variegati. Si passa dai crostini di carne e pesce, alle mozzarelle in carrozza (piccoli panini farciti con mozzarella e altri ingredienti come prosciutto, salmone, acciughe, immersi in pastella e poi fritti) agli spiedini di pesce, ai tortini salati.

Ae Bricoe

Torniamo nella ormai pluricitata Fondamenta dei Ormesini, nel sestiere di Cannaregio, per fare una tappa in un locale relativamente nuovo ma già perfettamente inquadrato nella realtà veneziana: Ae Bricoe. Il personale è davvero gentile e i cicchetti sono buonissimi. Si consigliano le polpette ma soprattutto il panino con la porchetta, una vera delizia!

Taverna al Remer

Locale notissimo ai Veneziani, situato nel sestiere di San Polo nel Campiello del remer, forse uno dei più nascosti e suggestivi della città perché si affaccia direttamente sul canal Grande. Vi regalerà un aperitivo di classe ma non costoso con una vista impagabile. Perfetto anche per una cena romantica. Si distacca dall’atmosfera più informale degli altri ma mantiene la sua anima veneziana, quindi semplice.

Come vedete una città non è fatta solo delle sue meraviglie artistiche ma anche di quelle di tutti i giorni. I bacari di Venezia sono ciò che la rendono reale e viva legandola indissolubilmente ai suoi abitanti e alla sua gente.

Sembra proprio che non vi resti che preparare i bagagli, svuotare gli stomaci e buttarvi a capofitto nella tradizione veneziana dei bacari!! La amerete!

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Chiese di Venezia

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chiese di Venezia

Ci sono 137 chiese a Venezia, possiamo considerarle come musei della città dato che custodiscono opere dei principali artisti, sono state progettate dagli architetti più famosi e rispecchiano i diversi stili architettonici che hanno influenzato Venezia nei secoli.

le migliori 10 chiese di Venezia da visitare

Alcune chiese sono protagoniste di leggende, miti riguardo la loro fondazione, segreti nascosti nei dipinti o nelle statue che potrete scoprire durante i nostri tour! Nel frattempo, questo è il nostro elenco delle 10 migliori chiese da vedere a Venezia:

Basilica di San Marco

Basilica di San Marco: non poteva che occupare il primo posto, la chiesa più famosa della città. La sua costruzione ebbe inizio nel 828; i lavori per aggiungere splendore all’edificio sono continuati nei secoli. La Basilica che vediamo oggi è una combinazione di diversi stili: Romanico, Bizantino, Gotico, Rinascimentale.; è uno scrigno che racchiude le principali vittorie di Venezia. I marmi, l’oro importati dall’Oriente, le statue e le colonne ottenute come bottino di guerra hanno contribuito a creare la bellissima Basilica diventata simbolo della città. Visitare l’interno, con oltre 4000 metri quadrati di mosaici, sarà un’esperienza straordinaria! Entrata: GRATIS. All’interno i seguenti siti sono a pagamento: Tesoro di San Marco, Pala d’Oro e Museo al primo piano.

Basilica dei Frari

Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari: o semplicemente Basilica dei Frari. Frari in dialetto veneziano significa frati: la chiesa infatti è stata costruita dai frati francescani nel 1250. Ecco perché l’esterno è sobrio, in stile gotico italiano con mattoni rossi e poche decorazioni, per rispettare le regole dell’ordine francescano, basate su voto di povertà e semplicità. L’interno è completamente diverso: con opere di Tiziano ( Madonna Pesaro e Pala dell’Assunta), Giovanni Bellini, Bartolomeo Vivarini e Donatello. Tiziano è sepolto all’interno, la sua tomba è di fronte al monumento funebre dedicato ad un altro grande artista: Antonio Canova. Entrata: 3€

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basilica di Santa Maria della Salute

Basilica di Santa Maria della Salute: la più amata dai veneziani. Questa Basilica è stata costruita nel 1630 come voto dopo la terribile pestilenza che colpì la città. Progettata dall’architetto Baldassare Longhena e completata nel 1687, oggi con il suo stile barocco domina la parte finale del Canal Grande. Potete scoprire di più durante il nostro tour della parte sud di Venezia. Entrata: GRATIS.

chiesa di Santa Maria dei Miracoli

Chiesa dei Miracoli: un tesoro nascosto tra le calli veneziane. La chiesa è stata costruita tra il 1481 e il 1489 per ospitare un dipinto della Vergine ritenuto miracoloso. É un capolavoro di arte rinascimentale, decorata con preziosi marmi colorati e pietre. Oggi è la preferita per i matrimoni: tutte le spose vogliono sposarsi qui per le bellissime foto. La lista d’attesa è molto lunga, bisogna infatti prenotare con almeno due anni di anticipo! Entrata: 3€

chiesa dei Gesuiti Venezia

Chiesa di Santa Maria Assunta o dei Gesuiti: situata nel sestiere di Cannaregio, questa chiesa è stata costruita dall’ordine religioso dei Gesuiti durante il 18 secolo. L’interno è veramente impressionante! È decorato in stile barocco con marmi verdi e bianchi, l’altare è il capolavoro della chiesa. Contiene dipinti di Tiziano, Tintoretto e Palma il Giovane. La chiesa, a causa della sua posizione è sconosciuta a molti visitatori, potete scoprirla durante uno dei nostri tour! Entrata: 1€

basilica dei Santi Giovanni e Paolo

Basilica dei Santi Giovanni e Paolo: la chiesa più grande di Venezia; è chiamata anche il Pantheon veneziano dato che al suo interno sono sepolti numerosi Dogi, condottieri e personaggi importanti della società veneziana. Se siete interessati alla storia della città e volete approfondire la vostra conoscenza, questa Basilica è un buon punto di partenza! Il campo di fronte alla chiesa è uno dei più belli a Venezia! Entrata: 3€.

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chiesa della Madonna dell'orto

Chiesa della Madonna dell’Orto: un altro gioiello del sestiere di Cannaregio, costruita nel XIV secolo e originariamente dedicata a San Cristoforo. C’è una leggenda che spiega perché il nome della chiesa fu poi cambiato in “Madonna dell’Orto”, scopritelo durante i nostri tour! All’interno numerosi dipinti realizzati dal grande pittore Tintoretto che viveva in un palazzo nelle vicinanze; questa era la sua chiesa preferita a Venezia, la sua tomba si trova vicino all’altare maggiore. Ingresso: 3 €

San Pantalon Venezia

Chiesa di San Pantalon: questa chiesa è molto semplice dall’esterno. La facciata è ancora incompleta, ma all’interno c’è una sorpresa: contiene la tela più grande del mondo. Un enorme dipinto sul soffitto che rappresenta la storia del martirio di San Pantalon, realizzato da Giovanni Antonio Fumiani che lo dipinse dal 1680 al 1704.

Santa Maria del Giglio Venezia

Chiesa di Santa Maria del Giglio: fondata nel 10° secolo e poi ricostruita nel 17° secolo, fu finanziata dal nobile Antonio Barbaro. Costui è rappresentato insieme ai suoi fratelli sulla facciata della chiesa. Nella facciata sono presenti sei semi-colonne, le cui basi sono decorate con le piante delle sei città in cui Antonio ha lavorato durante la sua vita. All’interno della chiesa l’unico dipinto presente a Venezia del pittore fiammingo Peter Paul Rubens. Ingresso: 3 €.

San Simeone Piccolo

Chiesa di San Simeone Piccolo: con la sua cupola verde, questa chiesa sarà la prima cosa che vedrete al vostro arrivo a Venezia. La chiesa è molto semplice, ma vi consigliamo di chiedere al custode di poter visitare la cripta. La cripta di questa chiesa è un esempio unico a Venezia. Con una piccola candela in mano potrete passeggiare per i piccoli cunicoli e vedere gli affreschi sulle pareti… un’esperienza da non dimenticare! Ingresso: GRATUITO, per visitare la cripta l’ingresso è di 3 €.